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Stigmate di San Francesco – Restauro Scultura Lignea – Genova

Dicembre 20, 2021 · Tele ·  Luogo: Comune di Genova·  Pertinenza: Chiesa della SS. Concezione - Padre Santo·  Soggetto: Stigmate di San Francesco – gruppo scultoreo·  Tecnica, materiali e dimensioni: Legno intagliato dipinto cm. 300 x 265 x 180 · 0 comments
Costa Restauri Stigmate San Francesco Maragliano Scultura Lignea

Scheda tecnica dell'opera

  • Luogo: Provincia di Genova, Comune di Genova
  • Pertinenza: Chiesa della SS. Concezione – Padre Santo
  • Autore: Anton Maria Maragliano
  • Datazione: 1708
  • Soggetto: “Stigmate di San Francesco – gruppo scultoreo”
  • Tipologia, materiale, tecnica e dimensioni: Legno intagliato dipinto cm. 300 x 265 x 180
  • Finanziamento: Compagnia di San Paolo – Provincia Genova Frati Minori Cappuccini
  • Operatori: Aurelia Costa, Laura Virdis, Giorgia Brina; Luca Venier (intagli/riadesione masselli/chiusura fessurazioni/revisione assetto strutturale)
  • Luogo del Restauro: AURELIA COSTA RESTAURI Piazza Cattaneo 26/3 16128 Genova
  • Inizio Lavori: 26/06/2018
  • Fine Lavori: 31/08/2020

Stato di conservazione e precedenti interventi

Il gruppo scultoreo costituiva il fulcro del gruppo processionale dell'Oratorio di San Francesco in Piccapietra, spostato, in seguito alla soppressione nel 1811 dell'Oratorio, nell'attuale collocazione tra il quarto ed il quinto decennio dell'Ottocento, convertendone la fruizione da macchina itinerante a gruppo d'altare. Le figure , allo stato attuale, sono infatti collocate in maniera da essere fruite nel migliore dei modi dal basso, pertanto ravvicinate tra di loro e leggermente inclinate verso lo spettatore; questo ha portato ad un generale disequilibrio della composizione che risulta meno articolata e movimentata.

Il gruppo è attualmente costituito da nove figure (San Francesco, Frate Leone, il Cristo Serafino, tre angeli, tre putti) poggianti su di una base lignea piana rialzata simulante sul davanti delle rocce facente parte probabilmente della originaria cassa processionale, a sua volta sistemata su di un tavolato ligneo. Le figure di San Francesco e l'angelo e di Frate Leone poggiano su basamenti separati mentre i due putti con nubi al centro della composizione sono ancorati, tramite asta metallica, direttamente alla parete insieme a frammenti di nuvola; le figure del Cristo Serafino e dell'angelo a lui accanto sono smontabili dalla nube. Un teschio è presente ai piedi di San Francesco e due libri vicino a Frate Leone.

Stato di conservazione:

Strutturalmente l’opera era interessata da un pesante attacco di insetti xilofagi ancora attivo che non ha indebolito in modo preoccupante la materia lignea. Si notavano fessurazioni lignee in corrispondenza del torace del Cristo, della veste di Frate Leone, della nube che regge l’angelo in primo piano al centro, della nuvola che sorregge il Cristo; si evidenziavano distacchi dei masselli lignei sulla parte terminale della veste di Frate Leone, come pure sulla base del gruppo con San Francesco e l’angelo. Alcuni masselli con frammenti di nuvola e di panneggio erano distaccati dalla loro posizione originaria e posati sulla base lignea.
Si evidenziava la mancanza di alcune parti di intaglio del panneggio degli angeli e dei putti, di un dito della mano sinistra e di una porzione del cordone di San Francesco, di una parte di ala del Cristo Serafino, di parti di ala dell’angelo che sorregge San Francesco, di alcune dita dei putti, del Cristo, degli angeli; il piede sinistro del Santo aveva un massello in asse con l’intaglio limitrofo ma non più adeso ad esso.
Si evidenziavano nel complesso piccole e numerose cadute degli strati pittorici sparse.

Il gruppo scultoreo era coperto da uno spesso strato di sporco di deposito e da un disomogeneo strato di vernice ossidata; tutte le cromie presentavano un totale strato di ridipintura, senza rigessatura intermedia, fatta eccezione per le vesti dei due frati, le ali ed i drappi dei putti (queste ultime due parti rifatte presumibilmente nella seconda metà del XIX secolo).

Analisi:

Durante la fase diagnostica sono state indagate la tecnica esecutiva della parte elevata (nuvola) e del punto di ancoraggio del lungo perno del putto dietro San Francesco con indagini radiografiche, sono state eseguite un’indagine XRF dei pigmenti e sezioni stratigrafiche per la caratterizzazione di alcuni pigmenti nonché prelievi per il riconoscimento delle specie lignee utilizzate.

Descrizione intervento effettuato

Il gruppo scultoreo è stato sottoposto in primo luogo ad un intervento di disinfestazione per anossia per eliminare l’attacco di insetti infestanti e ad un intervento di disinfestazione della base lignea e del tavolato sottostante con un prodotto a base di permetrina steso in più riprese a pennello, in gel ed a spruzzo (Ditta RGI bio Steryl Tech – Veloxy System – Genova).

La pulitura è stata finalizzata alla rimozione dapprima dello strato di sporco di deposito, di vernice ingiallita e delle riprese pittoriche; in seguito, previa apertura di tasselli stratigrafici, si è deciso, in accordo con la Direzione lavori, di rimuovere le ridipinture dai drappi degli angeli, sotto le quali sono affiorati bellissimi decori a fiori, e dalle nuvole, mentre, per quanto riguarda gli incarnati, si è optato per mantenere la ridipintura di buona qualità, assotigliandola leggermente, considerato il cattivo stato conservativo dell’incarnato originale rilevato da piccoli tasselli stratigrafici eseguiti in diverse zone su tutte le sculture.

Nella metodologia operativa dell'intervento di pulitura sono stati impiegati solventi polari supportati (solvent gel, emulsioni, soluzioni addensate) per la rimozione della vernice ossidata e gel di Vanzan con alcool benzilico in diverse percentuali a diversi pH per garantire un totale rispetto degli strati originali, previa misurazione del pH delle superfici dipinte. Le porzioni di strato pittorico sollevato sono state consolidate tramite iniezioni di resina acrilica in soluzione acquosa preceduta da iniezioni di acqua e solvanol. Le parti lese e indebolite dai parassiti sono state consolidate dapprima con resina Rexil 1:1 in Perxil applicata tramite siringhe, flebo, pennello, successivamente con resina Paraloid B 72 in acetone al 4% sempre tramite siringhe, flebo, pennello. Una volta consolidata la struttura, si è proceduto al riassetto delle parti strutturali: sono stati controllati e rinforzati gli incastri e verificata la tenuta dei sostegni metallici, le spaccature sono state risarcite con colle epossidiche bicomponenti riposizionando in modo corretto i masselli disconnessi ed eseguendo, se necessario, dei fissaggi delle zone di colore pericolanti. Sono state poi risarcite le spaccature e le mancanze di supporto con tasselli lignei opportunamente modellati e/o con resina epossidica bicomponente per le porzioni meno estese. Le dita mancanti sono state rifatte ad intaglio con legno di tiglio; la ricostruzione di altri particolari, quali porzioni di cordone di Frate Leone e San Francesco, porzioni di ala dell’angelo che sorregge San Francesco, degli altri angeli e del Cristo, come pure porzioni mancanti di materia lignea sparse, sono state ricostruite con resina bicomponente balsite.

L’intera struttura della base lignea è stata revisionata per garantire un corretto supporto all’opera; è stata rivista la collocazione degli elementi lignei a finta roccia e delle foglie staccate, in particolare nella zona laterale destra. Alcuni elementi lignei raffiguranti porzioni di roccia e di nube sono rimasti privi di collocazione, restaurati e sistemati in scatole all’interno della cappella.

La verniciatura è stata eseguita con Regal Varnish retouching/mat/gloss in diverse proporzioni tra di loro a seconda delle campiture.

La reintegrazione pittorica è stata condotta, su stuccature di riempimento, con la tecnica dello spuntinato.

  1. Smontaggio delle sculture e fermatura dei masselli lignei pericolanti
  2. Disinfestazione per anossia in atmosfera modificata e temperatura controllata per ventotto giorni di permanenza 
  3. Stesura (a pennello, flebo e tramite iniezione) a scopo preventivo di un prodotto a  base di permetrina 
  4. Stesura (a pennello, gel ed a spruzzo) in loco sulla cassa lignea e sul tavolato di base di un prodotto a scopo preventivo a base di permetrina
  5. Consolidamento del supporto ligneo tramite impregnazione/iniezioni in più riprese dapprima con prodotto consolidante ad alta penetrazione (resina Regalrez 1126 (Rexil – CTS) ed antitarlo (Perxil - CTS) in proporzione 1:1), successivamente con resina Paraloid B72 in acetone (4/5%) in più fasi.
  6. Consolidamento dello strato pittorico tramite fermature localizzate ed iniezioni di emulsione acrilica in dispersione acquosa ( Acril 33) precedute da veicolazione con miscela di acqua e Solvanol
  7. Realizzazione di tasselli stratigrafici di pulitura sulle diverse campiture
  8. Intervento di pulitura: rimozione in primo luogo dello strato di sporco di deposito, della vernice ossidata e delle riprese pittoriche  su tutte le campiture previo Test di Wolbers. Utilizzo di emulgione grassa con 1,5 trietanolammina e di solventi polari (acetone/solvanol) puri e in diverse diluizioni in ligroina addensati in Klucel G. Impiego di un solvent gel di DMSO in alcool per alcuni ritocchi. Per le ridipinture dei drappi degli angeli, delle nuvole, delle basi color verde,  previa misurazione del pH delle superfici, impiego di un gel di vanzan 3%/DTPA pH8 e pH9/ alcool benzilico al 10/15/20%, 1 goccia tween 20, risciacquo con Shellsol T, con tempistiche differenti a seconda delle campiture. La ridipintura degli incarnati è stata assotigliata a bisturi previa applicazione di pochi minuti del gel di vanzan di cui sopra a pH 8/alcool benzilico 10%.
  9. Risarcimento delle spaccature, delle fenditure, incollaggio di parti scollate (con resina Epo 127)
  10. Risarcimento delle lacune di materia lignea con resina bicomponente (Balsite) a spatola e con iniezioni diluita in essenza di petrolio 5/10% 
  11. Intaglio delle dita mancanti in legno di tiglio; ricostruzione a balsite, previo stampo con gomma siliconica plasmabile in zone limitrofe, di alcuni intagli 
  12. Revisione e risanamento degli incastri e della struttura
  13. Fissaggio dei masselli lignei pericolanti
  14. Revisione della struttura della cassa; pulitura con carta vetro di perni e staffe metalliche, stesura di un convertitore di ruggine ed isolamento con paraloid B 72 delle teste dei chiodi
  15. Stuccatura delle lacune di strato pittorico a livello con stucco (gesso di Bologna e colla di coniglio)
  16. Gessatura delle parti lignee rifatte con gesso di Bologna e colla di coniglio
  17. Reintegrazione pittorica tramite abbassamento tonale e tecnica dello spuntinato (ad acquarello e pigmenti legati a vernice Laropal A81)
  18. Stesura di un protettivo superficiale  - Regal Varnish retouching/mat/gloss (CTS) in diverse proporzioni tra di loro a seconda delle campiture.
  19. Mappatura dei masselli presenti in ogni scultura

 

Foto del restauro: prima e dopo